* BUTRINT

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Things to do - general

“… entrammo al fine
Ne la piccola Troia, e con diletto
Un arido ruscello, un cerchio angusto
Sentii con finti e rinnovati nomi
Chiamaro Pergamo e Xanto, e de la Scea
Porta entrando abbracciai l’amata soglia.”           (Virgilio, Eneide, libro III).

Considerato patrimonio dell’umanita dall’UNESCO. Situato a sud della città di Saranda, a soli 21 km, è uno dei siti archeologici più importanti e ricchi del paese.Butrinto esiste da più di 1500 anni e vi si conservano i resti di monumenti appartenuti a varie epoche storiche, dalla prima metà del primo millennio a. C., fino al periodo del dominio di Alì Pashà. Uno dei monumenti più significativi dell’età paleocristiana è il Battistero, costituito da una sala principale e da una secondaria, entrambe pavimentate con mosaici che rappresentano motivi della flora e della fauna della zona, da Vjosa fino a Nicopoli. Il pavimento è formato da 69 medaglioni raggruppati in sette cerchi concentrici. Il fonte battesimale è del VI sec. a.C. Altro luogo di grande valore artistico è la Basilica, costruita alla fine del VI sec. d.C. Le sue mura si conservano intatte ancora oggi, il pavimento è costituito da lastre di pietra, mentre gli archi delle finestre sono di mattoni. Lo stile architettonico e le dimensioni della basilica testimoniano l’alto livello delle costruzioni paleocristiane in Albania.L’anfiteatro di Butrinto, situato al centro della cittadina, ai piedi della collina è una delle meraviglie dell’antichità. Per la realizzazione delle gradinate (undici in tutto) è stata sfruttata la pendenza della collina. La parte sud del teatro è costituita da una piattaforma di pietra e dalle quinte scenografiche. Il teatro è ancor oggi utilizzato per le medesime finalità.A Butrinto si possono ammirare anche due fortezze costruite in età medievale, una delle quali, situata all’entrata della cittadina antica, è a pianta quadrata. Si caratterizza per la particolare realizzazione delle mura con pietre ben lavorate e per le numerose finestrelle. La costruzione fu terminata nel XIX sec. L’altra fortezza è quella di Vivar, costruita alla fine del XVIII sec. La peculiarità di questo edificio sono le alte torri rotonde poste sui quattro angoli. La cinta muraria è spessa un metro e mezzo. Per visitare la fortezza occorre guadare il fiume che la divide dalla città.Come arrivareButrinto si trova a una ventina di minuti da Saranda, in direzione sud. La strada è stata migliorata negli ultimi anni ed il paesaggio è ancora molto bello. Di raro fascino la località di Ksamil, fronteggiata da quattro isolotti rocciosi e bagnata da acque ancora trasparenti. Le isole hanno avuto origine con il distacco della terra ferma, risultato dell’attività di erosione delle acque durante il jurassico. L’isola più grande, con una superfice circa 5 ettari, si trova a circa 600 mt dalla costa, un’altra a circa 500, con una superfice di 1,3 ettari. Le altre due isolette (1,1 ettari e 0,8 ettari) sembrano più delle rocce emerse che vere e proprie isole. Le loro coste sono frastagliate e sono ricoperte da una folta vegetazione di macchia mediterranea. Nell’isola più grande è stata portata acqua dolce per permettere la sopravvivenza degli animali selvatici.Lasciata Ksamil e procedendo verso sud, si arriva in pochi minuti al Parco Nazionale di Butrinto, che comprende un bosco di circa 25 ettari e la laguna di Butrinto. Il parco è ricco di vegetazione e di fauna. Nella laguna si trovano molte specie di pesci come l’orata, la spigola, l’anguilla e numerosi allevamenti di cozze.
Il parco nazionale di Butrinto ospita una quantità di reperti archeologici molto significanti per tutti i Balcani e copre un’area cronologica che parte dalla fine dell’Età del Bronzo alla fine del Medioevo, passando per le fasi greco-ellenistiche, romane e bizantine. Il parco è anche un’importante e bellissima riserva naturale. Dopo gli anni ’90, con il crollo del comunismo, è divenuto una meta turistica famosa nella parte sud-est dell’Albania e di tutto il bacino del Mediterraneo.

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Cultura e storia

Storia della città

Le origini e fase Corcirese. I dati archeologici confermano che Butrinto fu scelto come insediamento già alla fine dell’età del Bronzo, XIII secolo a.C. circa.

Secondo diverse leggende la città di Butrinto fu fondata da Eleno, figlio di re Priamo di Troia e qui vi sarebbe la tomba di Medea.

Dalla metà del VII-VI sec. a.C. Butrinto era una piccola fortificazione di circa 0,7 ettari e, sino al V sec. a.C. un importante emporio commerciale: gli scavi archeologici testimoniano di una vita molto attiva nel periodo arcaico.

La Butrinto Caona. La situazione di Butrinto nell’emporio corcirese cambiò radicalmente dal IV se. a.C., quando il re dei Molossi Alchetas conquistò la costa di fronte a Corfù includendone la Caonia. Intorno all’anno 380 a.C. Butrinto passò da emporio a città fortificata, con nuove mura lunghe 870 m e racchiudenti uno spazio di 4 ettari. Dalla fine del IV sec. a.C. erano stati costruiti il tempio di Asclepio e una stoà per i pellegrini, mentre nel III a.C. il teatro. Questo periodo corrisponde alla venuta del re Pirro a capo dell’alleanza epirota, ma dopo varie vicissitudini, ritroviamo menzionata Butrinto nella metà del I sec a.C., quando il ricco romano Pomponio Attico vi costruì la villa “Amaltea”: giocò un ruolo anche nelle guerre civili romane del 48 a.C., servendo come base per l’esercito di Cesare che combatteva Apollonia e Durazzo.

Butrinto Romana e Bizantina. Nel 30 a.C. Augusto portò a termine l’opera di Cesare, istituendo una colonia romana a Butrinto, anche se rimase un piccolo centro prima e centro episcopale poi, dipendente dalla sede di Nicopoli ed importante statio del tratto stradale Aulona-Phoinike. Diversamente da molte altre città, Butrinto non fu abbandonata durante il Tardo Impero anzi, conobbe un periodo di ampliamento e fioritura. In una lista del VI sec d.C. troviamo Butrinto tra le 12 città principali dell’antico Epiro.

Butrinto Medievale. La città, come dicevamo, non fu abbandonata neanche durante l’Alto Medioevo e nel IX secolo era sotto il controllo bizantino. Nel 1081 fu conquistata dal normanno Boemondo, figlio del re Robero il Guiscardo, ma tre anni dopo i normanni persero una battaglia decisiva contro bizantini e veneziani. Nei secoli XIII e XIV Butrinto passò in mani di diversi governanti epiroti, svevi e angioini e, nel 1204, fu conquistata dai crociati e divenne parte del Despotato dell’Epiro. Nel Medioevo Butrinto ha conosciuto fasi angioine, è stata sotto controllo della Repubblica di Venezia, ha vissuto una fase temporanea turca (poi ripresa subito dai Veneziani), fino alla conquista da parte di Ali Pascià nel 1799 a discapito dei francesi di Napoleone che ne erano entrati in possesso dopo il trattato di Campoformio del 1797 che sancì la distruzione della Serenissima.

Storia degli scavi archeologici

La maggior parte dei ritrovamenti di Butrinto la si deve all’opera dell’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini, che realizzò scoperte sensazionali già a partire dalla prima campagna di scavo del 1928 quali la porta Scea, le terme romane e il teatro. Continuò sino al 1936, quando morì all’età di 41 anni colpito da malaria. Sembrava che i segreti di Butrinto fossero protetti da una maledizione quando anche il suo successore, P. Marconi, morì in un incidente aereo mentre tornava dal sito degli scavi, portando con sé tutta la documentazione archeologica. L’ultimo degli archeologici italiani, Domenico Mustili, dovette interruppero invece il suo lavoro a causa della guerra italo-greca del 1940.

Negli anni ’70 ripresero gli scavi con il dott. Budina e nell’81 con S. Islami. Dal 1991 una spedizione albano-greca diretta da N. Ceka, K. Hatzis e A. Nanaj, e dal 1994 con una collaborazione albano-inglese, continuarono le ricerche dagli strati più antichi al periodo bizantino.

Dopo circa 70 anni di scavi sono stati portate alla luce moltissime informazioni materiali, ma che si riferiscono solamente ad una piccola parte della città antica che comunque ci danno la possibilità di ricostruire aspetti molto importanti della storia e della vita dell’antica città.

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