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La città ha circa duemilaquattrocento anni. Fu fondata, infatti nel IV -V secolo a.C. come insediamento della tribù dei Desaratti.

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La città ha circa duemilaquattrocento anni. Fu fondata, infatti nel IV -V secolo a.C. come insediamento della tribù illirica dei Desaratti. Dal III secolo, nota con il nome di Antipatrea, fu trasformata in città fortezza. Berat presenta tracce architettoniche di vari periodi, da quello romano (II secolo a.C.), a quello bizantino, a costruzioni dell'influenza bulgara, alla ricostruzione di Comneno nel XIII secolo, alla lunga dominazione ottomana. Lo sviluppo della città come centro commerciale dal XVII al XIX secolo ha dato a Berat l'impronta che tuttora la caratterizza. Raggiungibile da Valona in un paio d'ore al massimo. È una delle più importanti città d'arte dell'Albania, situata nella valle del fiume Osuri, ai piedi del monte Tomor e del monte Shpirag, con una parte dell'abitato in pianura e una parte su due colline. Colpisce subito per il colore bianco delle case tradizionali, le cui facciate sono ornate da grandi finestre. Tra gli albanesi tradizionalmente Berat era appunto chiamata " La città delle Mille Finestre". È nella lista dei siti protetti dall'UNESCO.

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IL CASTELLO

Il monumento più antico, il castello, s’innalza su una collina alta 187 m, che nella parte meridionale cade a precipizio verso il fiume. Gli altri versanti della collina, nel latooccidentale e orientale hanno una forte pendenza, mentre la parte settentrionale, con un rilievo più morbido, è ridotta nello spazio, dando l’impressione che alla collina manchi il braccio settentrionale. Il castello ha la stessa configurazione della collina e nella parte settentrionale si vede solo la porta d’entrata e non le altre mura. Il castello sembrainfatti la punta di una freccia scagliata da nord. Evlia Çelebiu, funzionario –viaggiatore dell’Alta Porta, ha lasciato questa descrizione alla fine del XVII secolo : “Il castello di Berat è costruito su un dirupo di roccia, che si allunga dal sud alla stella del vento… ha tre porte, 100 passi una dall’ altra e ognuna è una porta grande in sé. Due di queste guardano verso nord, un'altra verso est. Le pietre dei fondamenti di questo castello sono grandi come il corpo di un elefante. Pietre di tali dimensioni si trovano solo a Gerusalemme

Con una superficie di 9,6 ettari, il castello fortifica le sue mura con 24 torri, di forma e dimensioni diverse, costruite in varieepoche. Nella parte settentrionale, dove si trova la porta principale, è stato costruito un cortileben fortificato, che è una delle prime costruzioni di questo genere realizzate nel medioevo con lo scopo di deviare gli attacchi diretti.

Nella parte a sud – estsi trova una cisterna d’acqua costruita magistralmente, che era in grado di tenere l’acqua fresca. Per conservare l’acqua, nel tardo medioevo, nel lato sud fu costruito un tunnel di pietra che portava l’acqua della torre direttamente al fiume.Nella parte più alta del castello c’èanche un’acropoli circondata dai muri, dentro la quale si trovano i resti delle abitazioni della guarnigione militare, del serraglio del pascia e della moschea bianca del periodo ottomano.

Il castello è rimasto fedele alla sua planimetria del IV secolo avanti Cristo. Di volta in volta, a seconda delle tecniche belliche usate, il castello si è adattato, e questo può essere osservato nelle torri predisposte per I cannoni e nelle feritoie per fucili, che risalgono al periodo dei grandipascialati albanesi, del XVIII-XIX secolo. I cannoni arrecanti iscrizioni venete si trovano ancor oggilungo le mura del castello.

I CODICI DI BERAT

Con grande orgoglio a Berat sono conservati dei manoscritti di estrema rilevanza da un punto di vista storico e religioso. Scritti su pergamena, questi libri testimoniano il l’elevato livello della cultura della città. I più importanti codici sono:-il Codice Purpereo, più noto scientificamente con il nome Codex Purpureus Beratinus; scritto in rosso (da cui ne deriva il nome), contiene brani stralciati dai vangeli di Matteo e Marco ed è scritto in greco.Fu scoperto nel 1868 e studiato e pubblicato dallostudioso francese P.Battifol nel 1884. Rappresenta un particolare interesse dal punto di vistapaleografico dal momento che il testo dei vangeli contiene una delle varianti più vecchie usate per il testo del Nuovo Testamento. All’epoca in cui fu scritto, il VI secolo, era uno dei cinque codici esistenti al mondo.-il Codice Aureo, Codex aureus, è un manoscritto del IX secolo. Anche questo è scritto in greco, e contiene pezzi tratti dai vangeli, scritti su pergamena, a piccole lettere. Secondo un’ antica cronaca manoscritta conservata a Berat, l’esistenza di questi manoscritti e di una biblioteca nella quale venivano conservati, era nota sin dal 1346. Questi codici sono stati conservati e riscoperti nel 1972 all’interno del castello di Berat.

DAGLI ELEMENTI PALEOCRISTIANI AI “TEQE” di ELVETIVE

Alcuni capitelli e colonne testimoniano l’esistenza di chiese paleocristiane a Berat nel IV-VI secolo, per esempio il basamentodella chiesa di San Teodoro. Gli scavi dimostrano che le chiese del XVI – XVIII secolo sono state costruite sopra fondamenta più antiche. Tra le costruzioni più importanti del XIII – XIV secolo ci sono quelle San. Vllaherna, Santa Trinità e San. Michele; quest’ultima costruita su una roccia a dirupo si armonizza perfettamente con l’ambiente e i suoi colori.Le chiese a Berat sonoperle di architettura medioevale. La città è stata un importante centro ecclesiastico. Sono numerose (42) le chiese costruite all’interno della cittadella. Qui è stata ritrovata anche un’altra opera rara, l’Epitaffio di Gllavenica, una famosa opera d’arte del 1373, un ricamo d’oro, d’argento e di seta, nella quale, con una irripetibile finezza e plasticità,si vede Cristo morto, incoronato da spine e circondato diiscrizioni in greco. Le chiese di Berat, ricche di pitture murali in stile bizantino e post bizantino, contengono opere di diversi artisti, a partire dagli sconosciuti del XII – XIV secolo fino ai grandi maestri del XV secolo come Onufri e il figlio Nicola.Il monumento più rappresentativo dell’ architettura post bizantina nella città di Berat è la cattedrale di Santa Maria che si trova all’interno della Cittadella. Questo tempio, ricostruito nel 1797, si distingue per un’iconostasi scolpita in legno d’orato, un’opera artisticaqualità raffinata.Delle costruzioni di culto musulmano due sono all’inteno del castello: la Moschea Rossa del XIV secolo e la Moschea Bianca (XV secolo).La più bella è la Moschea di Piombo, (XVI secolo) costruita da Izgurliu, membro della famiglia dei Skuraj a Berat, una famiglia potente e feudale. Tale moschea è la più grande di questo genere in Albania. Nel 1827 è stata costruita con una rara maestriala Moschea dei Celibi, che si armonizza perfettamente con il quartiere Mangalem, che sembra come l’ago di una bilancia che tiene in equilibrio il complesso di vetro di una grande finestra del quartiere. Moschea Reale (Moschea di Bajazet) , dell’antica costruzione non rimane che il basamento del minareto, ricostruita alla fine del XVIII e inizi XIX attualmente è costituita dal Minareto , la sala di preghiera che ha un raffinato soffitto in legno decorato e il portico. Questa moschea nel centro della città e forma un corpo unico con altri edifici di culto come la Teqe di Helvetive e quella di Shen Qerim, la moschea costituiva nel Medio Evo l’elemento principale di un insieme di luoghi di culto.

Berat annoverana diverse Teqe che servivano per diffondere le dottrine mistichedi diversi predicatori venuti dall’oriente al servizio degli invasori mussulmani. Alla metà del XVII secolo a Berat esistevano 3 Teqe attualmente esiste solo la prima, detta di Helvetive che era a forma ottagonale e che aveva 40 camere per idervisci attualmente ne esiste solo una recente che conserva l’antica denominazione di Helvetive. La Teqe di Helvetive è un'altra opera di alta qualità (seconda metà del XVIII secolo). Costruita a est della Moschea Reale. E’ una struttura caratteristica appartenente al culto islamicoal centro della quale c’è una sala per pregare e, all’esterno, un cimitero ed un portico con sei archi. La sala di preghiera a planimetria quadrata ha una ricca decorazione sul soffitto.

MANGALEM E GORICA

Mangalem e Gorica, sono due quartieri della città di Berat che si distinguono perl’armonizzazione con il terreno su cui sono costruiti, sfruttando magistralmente il linguaggio architettonico. Questi quartieri insieme al castello, ancora abitato, compongono i tre complessi più caratteristici della città.

Il complesso del quartiere “Mangalem” è un gioiello nell’arte della costruzione, in cuila composizione armonicadelle abitazioni ha raggiunto un livello elevatissimo. Ha la forma di una elegante piramide che imita la silhouette della collina, sulla cima della quale si erge il castello. Questa composizione, cosi grande involume quanto delicata nella sua composizione, è caratterizzata da una intensa trasparenza a causa del gran numero di finestre, da cui il soprannome di “città dalle mille finestre”. Un’attrazione per il visitatore sono le sue stradine che, anche se sono “nascoste”, hanno una straordinaria bellezza. Molto intime, con i loro chiaroscuri, queste strade sembrano sfumate in unità con le abitazioni del quartiere. Strade come queste non si dimenticano facilmente.

Gorica è il quartiere di fronte Mangalem che non vede mai il sole durante l’inverno.Gli altri quartieri della città sono lungo la parte destradel fiume Osum, o intorno alle colline, la cui configurazione da alla città una forma di anfiteatro.

IL PONTE DI GORICA

Il ponte di legno che è stato sostituito da uno in pietra nel XVIII secolo, è stato costruito nel 1780 da Ahmet Kurt Pasha ed è stato poi ricostruito negli anni 1920 – 1930. E’ lungo 129,3 metri, 5,3 metri largo e con i spazi tra i archi da 9 fino a 16,7 metri. Si innalza 10 metri sopra il livello del fiume ed è un bellissimo ponte composto da 7 archi. All’interno del primo pilone, fino al tempo della ricostruzione, esisteva una cavità, una grande nicchia chiusa da sbarre di ferro, in cui, secondo la leggenda, una ragazza doveva restare rinchiusa, destinata a morire di fame come sacrificio per calmare gli spiriti contrari alla costruzione del ponte. In un altro pilone, durante il restauro, è stata trovata una scultura in legno rappresentante la testa di una donna.Costruitosu forti basamenti, tutto il ponte esternamente è ricoperto da pietre scolpite, tenute insieme da ganci di metallo.

È una delle grazie della città, caratterizzato dall’eleganza della pietra bianca usata per costruirlo.

CHIESE

La Chiesa di Nostra Signora, del XVIII secolo, La Chiesa di S. Maria di Blachernes, la Chiesa della Trinità e la Chiesa di S. Michele, bizantina dalla grande cupola affrescata con figure di apostoli. Accanto alla Chiesa di Nostra Signora, si trova un museo che ospita molte opere del pittore Onufri di suo figlio Nicolla e di alcuni suoi allievi, vi sono esposti pure oggetti di argento, finemente lavorati, calici, miniature ed un vangelo con copertine in argento lavorato.

I MONTI TOMORRI E SHPIRAGU

Parte delle attrattive offerte da Berat sono anche le montagne, Tomorri a est e Shpiragu a ovest. Modellato dai movimenti delle placche dell’era glaciale, monumento colossale creato dalla Natura, il Tomorr rappresenta per l’Albania il simbolo della montagna, unica con il profilo netto e scosceso. Un abisso che raggiunge il cielo con grandiosa semplicità e che alterna varie tonalità di coloridai riflessi color acciaio alle sfumature viola. Gli autori antichi, tra cui il giovane Plinio e Teopompio, lo nominano Tomoreum o Talor“…dalle cento fonti che sgorgano ai piedidella montagna”. Nel 1165 appare con il nome Tomuras. Secondo una etimologia popolare il nome Tomorr significa“la montagna della buona gente”.Chiamato “trono magico”, Athos o l’Olimpio Albanese, un leone che protegge le porte d’Albania, o anche trono di Dio, Tomorri è stato il posto dove gli albanesi pregavano. Durante il Rinascimento albanese, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, alla vigilia dell’indipendenza, questo monte era considerato come un luogo santo. Una montagna che sembra non avere niente a che fare con la geografia, ma appartenerealla mitologia, ai vecchi culti, alla sfera degli oracoli, considerato anche come il re delle montagne albanesi, ma anche come “Baba (Padre) Tomorr”.Luogo antichissimo di pellegrinaggi e sacrifici, dal 1600 ad oggi è luogo di culto importante per la setta dei Bektashis Albanesi.Il panorama che si vede dal punto più alto del Tomorri (2416 m) è veramente magnifico. Nei giorni di bel tempo la vista va dal Monte Mokra, alle spalle del lago di Ohri, fino alla montagna di Morava a est, dal monte Nemerçka fino alle montagne di Pindi a sud, da Akrokeraune fino all’isola di Sazani, mentre a nord – ovest si estende la pianura di Myzeqe.

Il monte Tomorr può essere osservato fin dal Mare Adriatico; sembra che accarezzi il cielo e la sua cima sembra dipinta con un pennello di nuvola bianca, immagine che viene dalla riflesso della neve a distanza.La base del monte Tomorr è lunga 19 km e larga 6. Coperta di neve, quasi tutto l’anno, anche quando la neve si scioglie, la montagna la conserva nelle sue caverne, dove ancora oggi si la tradizione dice che si può sentire il respiro fresco degli “oracoli”.

GITE FUORI CITTÀ

La cascata di Bogova è nelle prossimità del villaggio di Bogova (situato a circa 10 Km a sud-est di Berat, sul percorso che porta sulla strada per Skrapar; occorrono più o meno 45 minuti per raggiungere la cascata partendo da Berat . Durante la strada potrete visitare alcuni caratteristici villaggi agricoli immersi nelle dalle coltivazioni di frutteti.

I Canion di Corovoda Sono uno spettacolo naturale emozionante, andare verso Skrapar a sud-est, occorre un’ora e mezzo di auto partendo da Berat. Arrivati a Corodova, troverete le indicazioni per andare nei canion dove scorre il fiume Osum; il canion ha una lunghezza di 26 Km, largo mediamente 140 ml e profondo 30 ml, ci sono otto cascate. A Corovoda vengono offerti degli emozionanti percorsi rafting.

COME ARRIVARE E RIPARTIRE

Autobus

La stazione degli autobus di Berat non è altro che un grande spiazzo, ubicato però in zona centrale e quindi molto comodo. Ci sono molte partenze giornaliere verso le principali città albanesi. Se volete andare ad Argirocastro dovrete prendere un bus per Saranda; attenzione perché verrete depositati sulla statale, molto lontano dalla città alta che dovrete raggiungere in taxi o con una faticosa arrampicata a piedi. Se siete diretti ad Atene, ci sono agenzie che vendono biglietti per bus diretti verso la capitale greca; le partenze sono previste in genere la mattina presto e la sera. Qui sotto una tabella delle partenze nel 2010.

BALLSH: 6.15 - 10.15

COROVODE: 8.15 - 9 - 11

DURAZZO: 6.15 - 6.45 - 8.10 - 11.30 - 13.15 - 14.45 | 250 leke

ELBASAN: 5.50 - 7.20 - 8.45 - 10.45 - 12 - 13 - 14.30

FIER: 7 - 8 - 9 - 9.30 - 12.30 - 13 | 200 leke

GRAMSH: 5.45

KAKAVIJE: 5.30 - 7

KORCE: 4.30 - 5

KRUJA: 5.45 - 9.50

KUCOVE: 6.30 - 7.10 - 8.15 - 8.50 - 9.15 - 10.05 - 11 - 11.25 - 12.05 - 12.30 - 13 - 13.40 - 14.20 - 15.05 - 15.30 - 16 - 17 - 18 - 19 - 20

LUSHNJE: 7 - 8 - 10 - 11 - 12.45 - 15 - 17

PERMET: 7.30

POLICAN: 10 - 11.30 - 12.30 - 13 - 15.15 - 16 - 17

SARANDA: 8 - 14 | 1.000 leke | 6h

TIRANA: 4.30 - 5 - 5.30 - 6 - 6.30 - 7 - 7.30 - 8 - 8.30 - 9 - 9.30 - 10 - 10.30 - 11 - 11.30 - 12.30 - 13.10 - 13.50 - 14.30 - 15.10 | 400 leke | 2h30'

VALONA: 6 - 6.30 - 7.30 - 8.30 - 9.20 - 10 - 12 - 13 - 14 | 300 leke | 2h30'

VISITA AL CASTELLO

Il ticket d'ingresso al Castello:

100 lek (Poco meno di 1,0€)

MUSEO ICONOGRAFICO "ONUFRI"

Aperto da Martedi a Sabato:

INVERNO: 9°°-16°°;

ESTATE: 09°°-13³° e  16°°-19°°

LUNEDI CHIUSO:

DOMENICA: 09°°-14°°

Dt. 1 Maggio - 30 Settembre 09°°-13°° & 16°°-19°°

Dt. 1 Ottobre - 30 Aprile 9°°-16°°

Prezzo: 200 lek / Circa 2 Euro

MUSEO ETNOGRAFICO

ESTATE: 09°°-18°°

INVERNO: 09°°-16°°

Ticket d'ingresso: 200 lekë

Available departures

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* BERAT

* BERATBerat (70.830 abitanti stimati nel 2009) è una città del sud dell’Albania. È il capoluogo del distretto di Berat e della prefettura di Berat.Read more