Durazzo

Durazzo

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Durazzo (Durrës in albanese) è considerata la seconda città più importante dell’Albania, dopo la capitale Tirana. Fondata nel VII secolo a.C. come colonia greca, con il nome di Epidamno, Durazzo è un porto importante per tutta l’Europa occidentale, grazie al suo collegamento con il porto di Bari. Alla capitale Tirana, Durazzo è collegata da una moderna autostrada, che si percorre mediamente in circa quaranta minuti. Durazzo offre sulla sua zona costiera, chiamata Kavajé, numerose spiagge. Tra le più rinomate: Currila, Golem e Mali i Robit, dove le acque sono più profonde. Capo di Lagji è la spiaggia preferita per le immersioni. Chi desidera maggiore tranquillità può trovarla sulla spiaggia rocciosa di Bardhori oppure sulla spiaggia di Gjenerali.

Città situata sull’omonima baia del Mar Adriatico, 30 km a W di Tirana. Pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati nel corso della seconda guerra mondiale, è stata ricostruita nel dopoguerra secondo i canoni del modernismo socialista. Il suo porto, in ottima posizione al riparo dai venti boreali, è il più importante del Paese e, in particolare, rappresenta lo sbocco al mare della capitale.

Storia
Fondata da coloni di Corinto e di Corcira nel 625 a. C. ca., fu nota con il nome di Epidamno. Nel 229 a. C. fu conquistata dai Romani, che le riconobbero la condizione di “città federata” e la chiamarono Dyrrachium: nel 48 a. C. Cesare vi bloccò le truppe di Pompeo, ma questi si liberò con una sortita. Al momento della divisione dell’impero Durazzo fu aggregata alla parte orientale; nel 1205 passò ai Veneziani, ma fu ripresa dai Bizantini e più tardi conobbe la dominazione degli Altavilla e degli Angiò. Nel 1392 fu ceduta nuovamente a Venezia, ma nel 1501 cadde in mano ai Turchi, che la dominarono fino al 1912, quando si costituì lo Stato di Albania. Nell’aprile 1939 vi sbarcarono le truppe italiane di occupazione, alle quali nel 1943 subentrarono le truppe tedesche. Nel 1944 Durazzo fu liberata. Negli anni Novanta del sec. XX, fu la base dell’esodo di migliaia di profughi albanesi verso le coste italiane e, successivamente, il centro di organizzazione logistica delle forze di pace e dei cooperanti umanitari operanti nel Paese.

Arte
Della città antica restano ancora l’anfiteatro del sec. II d. C. (sul quale fu costruita nel Medioevo una piccola chiesa absidale decorata con mosaici), tracce delle terme e di una casa con mosaici. Alla dominazione ottomana risale la Moschea di Fatih dei sec. XVII-XVIII. Notevole è il locale Museo archeologico, in cui sono conservati molti dei reperti frutto degli scavi nella Durazzo antica.

Cosa Visitare
La principale attrazione turistica di Durazzo è l’anfiteatro del II secolo a.C., considerato il più grande dei Balcani, con una capacità di circa 15.000 spettatori, candidato all’iscrizione nel patrimonio UNESCO.

Il Museo Archeologico di Durazzo raccoglie numerosi reperti di pregio che raccontano la storia di Epidamno, come il mosaico “La bella di Durazzo”.
Notevoli anche le antiche terme e le possenti mura del periodo bizantino.

Il porto di Durazzo
Il porto di Durazzo si trova nella zona sud della città, a circa 300 metri dal centro e a 500 metri dalla stazione ferroviaria.

Il castello di Durazzo
Il castello è antico quanto la stessa città di Durazzo. Nei secoli è stato distrutto e ricostruito più volte. Le mura di cinta di Durazzo nel loro tratto principale appartengono al periodo dell’Imperatore Anastasio (491-518) di origine della stessa città e si compongono di due parti centrali: l’Acropoli o il Castello alto e il Castello basso.

Nella parte del Castello alto aveva la sua sede il Duca di Durazzo e successivamente, quando la città era governata da feudatari albanesi (1368-1392), vi era la sede di Carlo e Giorgio Topia. L’acropoli aveva due porte che la collegavano al Castello basso, a quota 59 metri. Questo castello ha, secondo gli studi, due periodi di costruzione, nei quali assume la forma di un quadrato con lunghezza dei lati di 500 metri.

Le mura sono circondate di torri rotonde, quadrilateri e ottagonali ed in mezzo alle mura sono posizionate varie porte. Molto citata è la “Porta del Cavaliere” – la porta ad arco spezzato vicino all’Anfiteatro, dove sorgeva un grande monumento di bronzo dell’Imperatore Adriano. Il Castello di Durazzo è stato molto possente.

Malhu, di origine di Filadelfia di Palestina, si esprime così: “Il castello di Durazzo è posizionato su un’alta collina in genere invulnerabile”. La cronista bizantina Anna Komnena, nella sua opera “Alessiade” scriverà: “Il muro del Castello di Durazzo si regge e si appoggia su speroni di roccia. Essi sorgono intorno alla città in una quota di 11 piedi, quando sopra vi possono passare quattro o più cavalieri affianco all’un l’altro”. Mentre i cronisti turchi avrebbero affermato che il Castello di Durazzo “aveva di suo pari solo il cielo”, per come erano alte le sue mura.

Ai tempi dell’Imperatore Anastasio, il Castello di Durazzo era circondato da tre fila di poderose mura. Gli studiosi ritengono che la terza fila di queste mura sono i ruderi di Porto Romano, nei cui pressi si trovava inoltre un piccolo cantiere per la costruzione di vari tipi di navi.

Oltre alla Porta del Cavaliere nel Castello di Durazzo viene citata anche la “Grande Porta”, la “Porta del Mare”, ecc., altrimenti chiamate “musei all’aperto”, sulle cui mura si trovavano monumenti antichi, tracce delle quali sono tutt’oggi visibili.

L’Anfiteatro
Questo antico monumento si trova esattamente al centro storico della città di Durazzo. L’anfiteatro di Durazzo è uno dei più grandi della penisola balcanica e finora, l’unico in Albania. La capacità di questo Anfiteatro era di 15-20.000 spettatori, il cui ingresso era facilitato da una serie di corridoi circolari simmetrici, interrotti da scalinate dirette ai diversi piani. L’asse più grande è di 136 m, l’altezza mantenuta fino a 20 metri. È stato scavato per quasi la metà della sua estensione, quindi non si sa qual è stata la direzione della grande galleria settentrionale che entra nella collina. L’arena si divide dal luogo in cui sostava il pubblico da un alto basamento protettivo. La costruzione deve risalire al periodo dell’occupazione di Traiano (98-117 d.C.). La città all’epoca aveva una biblioteca molto ricca nonché altre costruzioni in linea con il profilo culturale della città, ed altri centri quali luoghi di divertimento per i suoi abitanti. Da un’epigrafe (CIL III, I, 606) si apprende che all’inaugurazione della biblioteca sono stati organizzati giochi con 12 coppie di gladiatori. Gli scavi diretti da V.Toçi nel 1966 hanno riportato alla luce l’arena nonché parte della scalinata e delle gallerie. Scoperte successive di parti dell’anfiteatro sono venute alla luce durante gli scavi e gli studi organizzati dall’Università di Parma, Italia. Oltre al diretto valore attribuito all’Anfiteatro quale particolare bene culturale e testimonianza del grande patrimonio culturale di Durazzo, gli si attribuisce, per la sua antica storia e gli eventi di cui è portatore, l’importanza che ha per lo studio della storia e cultura in generale. Questi fatti la rendono mèta preferita dei numerosi turisti provenienti da tutti i continenti, degli studiosi, degli archeologi ed ultimamente si stanno elaborando progetti affinché questo bene si trasformi in un centro dove abbiano luogo diversi spettacoli. Sono state già superate con successo le prime prove.

Le Terme
Le terme sono una costruzione del I-II sec. d.C. e si trovano nelle fondamenta del Palazzo della Cultura “Alessandro Moisiu”. Esse funzionavano con acqua calda e vapore. In antichità le terme fungevano da complesso culturale. Vi avevano luogo dibattiti filosofici, si declamavano poesie, si organizzavano piccoli spettacoli teatrali e attività ginniche. Essendo uno dei più importanti complessi della città, le terme erano decorate di mosaici, affreschi e statue. Le terme sono mantenute in uno stato relativamente buono e sono uno dei luoghi visitabili della città. Si trovano al centro storico della città, proprio vicino all’Anfiteatro e ad altri importanti beni.

Museo Archeologico
È situato nella strada pricipale, accanto del lungomare la quale si chiama “Taulantia”. Il museo è un edificio totalmente nouvo, costruito per questo scopo e inaugurato nel 2002.
Nelle sale del Museo è esposta la storia della città e delle zone limitrofe. Gli oggetti esposti rappresentano lo sviluppo della citta sin dal epoca arcaica fino al medioevo. In queste sale sono esposti piu di due milla oggetti.

MONUMENTI NATURALI 

Il Capo e la falesa di Rodoni

È situato nell’estremo nord ovest della zona collinare Capo Rodoni – Kerrabe, 30 m d’altezza sul livello del mare. Il Capo è molto interessante ed è circondato dalle falese d’altezza circa 25 m. La si trova, un castello ed una chiesa del tempo di Scanderbeg. La zona ha dei valori scientifici (geologici, geomorfologici, storici), ecologici, didattici e educativi. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo o Tirana – Manza – Ishmi – Drac – Capo Rodoni.

La spiaggia di Kallmi

È situata all’ovest della montagna di Durazzo, circa 0,5 m d’altezza sul livello del mare. É una spiaggia molto interessante e intatta, creata dall’attività accumulativi delle onde marine. La lunghezza è di 100 m ed è larga di 15 m. Ha dei valori scientifici (geo – morfologici, biologici), ecologici, didattici e educativi. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo – Spiaggia di Currila, poi andando a piedi fino alla spiaggia di Kallmi

Platano di Ballias

È situato al villaggio Ballias del Comune di Xhavzotaj, nel distretto di Durazzo, circa 30 m sul livello del mare. È un albero con un tronco e corona particolare, altezza di 32 m, diametro del tronco 2,2 m e l’età più di 500 anni. Ha dei valori scientifici (biologici ed ecologici) culturali, didattici e turistici. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo – Shijak – Ballias.

La spiaggia di San Pietro

È situata nella Baia di Lalez, circa 0,5 m sul livello del mare. È una spiaggia molto interessante e vergine, creata dall’attività accumulativi delle onde marine. La lunghezza è di 100 m e la larghezza è di 20 m. Ha dei valori scientifici (geo- morfologici, biologici) ecologici, didattici, e educativi. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo – Rrushkull – Spiaggia di San Pietro

Roccia di Kavaja

Si trova vicino al villaggio di Shkallnur, 105 m sul livello del mare. È una massiccia pietra conglomerata e sabbiosa dell’età miocenica, modellata dal vento. La lunghezza è di 200 m e la larghezza è di 100 m. Ha dei valori scientifici (geologici, geo- morfologici), didattici ecologici e culturali. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo – Plepa – Roccia di Kavaja.

Platano di Rubjeka

Si trova al villaggio Rubjeka nel Comune di Maminas, circa 20 m sul livello del mare. È un albero con particolari tronco e corona. L’altezza del tronco è di 17 m ed il diametro del tronco è di 7 m. L’età del platano è circa di 500 – 600 anni. Ha dei valori scientifici (biologici ed ecologici), culturali, didattici e turistici. Si può visitare, prendendo la strada automobilistica Durazzo – Maminas – Rubjeka

Il bosco di Kolndrekaj

Si trova in Ishem, vicino al villaggio Bize, circa 160 m sul livello del mare. È composto d’alberi di faggio separati uno dal altro (circa 60 alberi), ultimamente danneggiati. La particolarità di questo bosco è che si trova in altezza troppo basa, in differenza dal fatto che il faggio si trova nelle altezze da 1000 m a 1200 m sul livello del mare. Ha dei valori scientifici (biologici ed ecologici), culturali, ridatici e turistici. Si arriva prendendo la strada automobilistica Durazzo o Tirana – Ishem – Lalez.

Platani d’Arrameras, Fushe-Kruje

Sono gruppi d’alberi di platano che si trovano vicino al villaggio Arrameras, alla destra della strada automobilistica Kamez – Fushe Kruje. Vicino a loro si trova la chiesa cattolica di Santa Chiara, fondata nell’anno 1200 e recentemente ristrutturata. Gli alberi si trovano nel territorio appartenente della chiesa. L’altezza degli alberi supera i 20 m ed i tronchi hanno i diametri da 1 m a 1,3 m. Questo monumento ha dei valori naturali, biologici, estetici e religiosi. Si arriva prendendo la strada Tirana – Fushe Kruja- Arrameras.

Orlo nero

Si trova nel fiume Zeza, il quale divide la montagna di Kruja al nord ovest e quello di Brari al sudest. È un orlo stretto antecedente con la lunghezza di centinaia di metri e altezza delle spalle più di 200 m. Le acque del fiume Zeze dai milioni d’anni hanno spaccato le rocce calcarea. Nel letto del fiume si trovano dei grandi blocchi di massi calcarei staccati dal versante dell’Orlo. Lungo il fiume ci sono anche infossati e piccoli varchi, formati dall’acqua. Nei versanti dell’Orlo ci sono delle grotte carsiche, e forse anche delle caverne. Il panorama di questo monumento e molto attraente, specialmente come un luogo idoneo per le gite fate dai giovani. Ha dei valori naturali, geografici, biologici, geologici ed estetici di carattere locale. Si arriva prendendo la strada Tirana o Fushe Kruja – Gryka e Zeze.

Roccia del Rimpianto

È situata nella parte più a nord della montagna di Kruja. Nel versante sinistro passa la strada automobilistica Kruja – Qafe Shtama. È un orlo antecedente, formato dall’erosione del fiume di Droja sulle rocce calcarea da migliaia d’anni. La sua lunghezza passa più di 1 km e la larghezza media é di circa 50m. Ha dei settori con larghezze di 5-6 metri. I versanti dell’orlo hanno l’altezza fino a 200 m e la pendenza quasi verticale. Si trovano li, le grotte carsiche, e può darsi anche le caverne. Nel letto del torrente ci sono massi di rocce, i pozzi con acqua pulita ect. La legenda di quest’orlo e molto conosciuta. Quella dice che dopo l’occupazione di Kruja, il 16 Giugno 1478, 90 donne e ragazze di Kruja, per non cadere nelle mani dei turchi, sono state legate per mano e sono state buttate dalla roccia ad un’altezza di 200 m. Quest’evento molto tragico, il popolo di Kruja l’ha commemorato per molti anni. Loro portavano i fiori all’orlo e piangevano per le donne coraggiose. Cosi, questo posto ha preso il nome La Roccia del Rimpianto.

Sorgente della Regina Madre

È situato vicino a Qafe Shtama, ad altezza di 1100 m sul livello del mare, nei boschi densi di pini, e fa parte nel Parco Nazionale di Qafe Shtama. Il suo nome e stato preso negli anni 20 dello XX secolo, perché di si proveniva l’acqua che serviva per la famiglia reale. Un camion faceva la strada Tirana – Qafe Shtama tutti i giorni per portare l’acqua fresca e pulita alla corte reale. Ormai la sorgente si trova in condizioni migliori, rispetto ad anni fa. Il panorama intorno con i boschi densi, i torrenti che scendono dalla montagna pieno di gorgoglio, la canto degli uccelli del bosco, l’aria pura ecc, attraggono ogni visitatore. Vicino alla sorgente si trova un centro climaterico per le malattie polmonari, le cabine di riposo ed un impianto per l’imballaggio dell’acqua potabile “Qafshtama”. Il monumento ha dei valori naturali, idrografici, estetici, e storici

Country Albania
Lingue parlateAlbanese
Valuta utilizzataLekë

Cultura e storia

Storia
Fondata da coloni di Corinto e di Corcira nel 625 a. C. ca., fu nota con il nome di Epidamno. Nel 229 a. C. fu conquistata dai Romani, che le riconobbero la condizione di “città federata” e la chiamarono Dyrrachium: nel 48 a. C. Cesare vi bloccò le truppe di Pompeo, ma questi si liberò con una sortita. Al momento della divisione dell'impero Durazzo fu aggregata alla parte orientale; nel 1205 passò ai Veneziani, ma fu ripresa dai Bizantini e più tardi conobbe la dominazione degli Altavilla e degli Angiò. Nel 1392 fu ceduta nuovamente a Venezia, ma nel 1501 cadde in mano ai Turchi, che la dominarono fino al 1912, quando si costituì lo Stato di Albania. Nell'aprile 1939 vi sbarcarono le truppe italiane di occupazione, alle quali nel 1943 subentrarono le truppe tedesche. Nel 1944 Durazzo fu liberata. Negli anni Novanta del sec. XX, fu la base dell'esodo di migliaia di profughi albanesi verso le coste italiane e, successivamente, il centro di organizzazione logistica delle forze di pace e dei cooperanti umanitari operanti nel Paese.

Arte
Della città antica restano ancora l'anfiteatro del sec. II d. C. (sul quale fu costruita nel Medioevo una piccola chiesa absidale decorata con mosaici), tracce delle terme e di una casa con mosaici. Alla dominazione ottomana risale la Moschea di Fatih dei sec. XVII-XVIII. Notevole è il locale Museo archeologico, in cui sono conservati molti dei reperti frutto degli scavi nella Durazzo antica.

Cosa Visitare
La principale attrazione turistica di Durazzo è l’anfiteatro del II secolo a.C., considerato il più grande dei Balcani, con una capacità di circa 15.000 spettatori, candidato all’iscrizione nel patrimonio UNESCO.

Il Museo Archeologico di Durazzo raccoglie numerosi reperti di pregio che raccontano la storia di Epidamno, come il mosaico “La bella di Durazzo”.
Notevoli anche le antiche terme e le possenti mura del periodo bizantino.

Il porto di Durazzo
Il porto di Durazzo si trova nella zona sud della città, a circa 300 metri dal centro e a 500 metri dalla stazione ferroviaria.

Il castello di Durazzo
Il castello è antico quanto la stessa città di Durazzo. Nei secoli è stato distrutto e ricostruito più volte. Le mura di cinta di Durazzo nel loro tratto principale appartengono al periodo dell’Imperatore Anastasio (491-518) di origine della stessa città e si compongono di due parti centrali: l’Acropoli o il Castello alto e il Castello basso.

Nella parte del Castello alto aveva la sua sede il Duca di Durazzo e successivamente, quando la città era governata da feudatari albanesi (1368-1392), vi era la sede di Carlo e Giorgio Topia. L’acropoli aveva due porte che la collegavano al Castello basso, a quota 59 metri. Questo castello ha, secondo gli studi, due periodi di costruzione, nei quali assume la forma di un quadrato con lunghezza dei lati di 500 metri.

Le mura sono circondate di torri rotonde, quadrilateri e ottagonali ed in mezzo alle mura sono posizionate varie porte. Molto citata è la “Porta del Cavaliere” – la porta ad arco spezzato vicino all’Anfiteatro, dove sorgeva un grande monumento di bronzo dell’Imperatore Adriano. Il Castello di Durazzo è stato molto possente.

Malhu, di origine di Filadelfia di Palestina, si esprime così: “Il castello di Durazzo è posizionato su un’alta collina in genere invulnerabile”. La cronista bizantina Anna Komnena, nella sua opera “Alessiade” scriverà: “Il muro del Castello di Durazzo si regge e si appoggia su speroni di roccia. Essi sorgono intorno alla città in una quota di 11 piedi, quando sopra vi possono passare quattro o più cavalieri affianco all’un l’altro”. Mentre i cronisti turchi avrebbero affermato che il Castello di Durazzo “aveva di suo pari solo il cielo”, per come erano alte le sue mura.

Ai tempi dell’Imperatore Anastasio, il Castello di Durazzo era circondato da tre fila di poderose mura. Gli studiosi ritengono che la terza fila di queste mura sono i ruderi di Porto Romano, nei cui pressi si trovava inoltre un piccolo cantiere per la costruzione di vari tipi di navi.

Oltre alla Porta del Cavaliere nel Castello di Durazzo viene citata anche la “Grande Porta”, la “Porta del Mare”, ecc., altrimenti chiamate “musei all’aperto”, sulle cui mura si trovavano monumenti antichi, tracce delle quali sono tutt’oggi visibili.

L’Anfiteatro
Questo antico monumento si trova esattamente al centro storico della città di Durazzo. L’anfiteatro di Durazzo è uno dei più grandi della penisola balcanica e finora, l’unico in Albania. La capacità di questo Anfiteatro era di 15-20.000 spettatori, il cui ingresso era facilitato da una serie di corridoi circolari simmetrici, interrotti da scalinate dirette ai diversi piani. L’asse più grande è di 136 m, l’altezza mantenuta fino a 20 metri. È stato scavato per quasi la metà della sua estensione, quindi non si sa qual è stata la direzione della grande galleria settentrionale che entra nella collina. L’arena si divide dal luogo in cui sostava il pubblico da un alto basamento protettivo. La costruzione deve risalire al periodo dell’occupazione di Traiano (98-117 d.C.). La città all’epoca aveva una biblioteca molto ricca nonché altre costruzioni in linea con il profilo culturale della città, ed altri centri quali luoghi di divertimento per i suoi abitanti. Da un’epigrafe (CIL III, I, 606) si apprende che all’inaugurazione della biblioteca sono stati organizzati giochi con 12 coppie di gladiatori. Gli scavi diretti da V.Toçi nel 1966 hanno riportato alla luce l’arena nonché parte della scalinata e delle gallerie. Scoperte successive di parti dell’anfiteatro sono venute alla luce durante gli scavi e gli studi organizzati dall’Università di Parma, Italia. Oltre al diretto valore attribuito all’Anfiteatro quale particolare bene culturale e testimonianza del grande patrimonio culturale di Durazzo, gli si attribuisce, per la sua antica storia e gli eventi di cui è portatore, l’importanza che ha per lo studio della storia e cultura in generale. Questi fatti la rendono mèta preferita dei numerosi turisti provenienti da tutti i continenti, degli studiosi, degli archeologi ed ultimamente si stanno elaborando progetti affinché questo bene si trasformi in un centro dove abbiano luogo diversi spettacoli. Sono state già superate con successo le prime prove.

Le Terme
Le terme sono una costruzione del I-II sec. d.C. e si trovano nelle fondamenta del Palazzo della Cultura “Alessandro Moisiu”. Esse funzionavano con acqua calda e vapore. In antichità le terme fungevano da complesso culturale. Vi avevano luogo dibattiti filosofici, si declamavano poesie, si organizzavano piccoli spettacoli teatrali e attività ginniche. Essendo uno dei più importanti complessi della città, le terme erano decorate di mosaici, affreschi e statue. Le terme sono mantenute in uno stato relativamente buono e sono uno dei luoghi visitabili della città. Si trovano al centro storico della città, proprio vicino all’Anfiteatro e ad altri importanti beni.

Museo Archeologico
È situato nella strada pricipale, accanto del lungomare la quale si chiama “Taulantia”. Il museo è un edificio totalmente nouvo, costruito per questo scopo e inaugurato nel 2002.
Nelle sale del Museo è esposta la storia della città e delle zone limitrofe. Gli oggetti esposti rappresentano lo sviluppo della citta sin dal epoca arcaica fino al medioevo. In queste sale sono esposti piu di due milla oggetti.

 

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